264478930566173

Intervista a Roberto Matteucci (Ottica 2M - Roma)

Aggiornato: 10 Giugno 2022

1. Ciao Roberto, bentrovato in questo spazio dedicato ai nostri ottici. La prima domanda di rito è la seguente: come nasce la tua passione per l'ottica?

Ciao.

Anche se provengo da una famiglia di ottici sono ottico per caso. All’età di 15 anni avevo deciso di iscrivermi alla scuola per tecnici di Radiologia.

Nel lontano 1971 per iscriverti al corso dovevi aver compiuto 16 anni e così, per non bighellonare un anno, decisi in comune accordo con i miei genitori di iscrivermi al corso di Ottica.

Poi sbocciò un Amore. Mi diplomai nel 1974 ed ebbi la fortuna di trovare lavoro in una clinica oculistica come collaboratore di un noto oculista del tempo.

L’esperienza successiva fu quella di tecnico di lenti a contatto ed in seguito, per via del mio spirito indipendente, decisi di aprire un'attività in proprio.

Negli anni '80 la Federottica creò delle scuole di Optometria che seguivano la didattica delle università Americane di Optometria: 3 anni di scuola serale, 27 esami.

Li è nata la mia vera passione per la nostra Professione.

2. Come descriveresti il tuo centro ottico? Scegli 3 parole.

Accogliente, Informale, Professionale.

3. Cosa significa secondo te essere ottico nel 2022? Quali sono i tratti distintivi di un ottico eccellente?

Riteniamo che oggi più che mai sia fondamentale un aggiornamento continuo.

I clienti sono sempre più informati, ma non sempre lo sono nella maniera corretta.

Crediamo molto nell’informazione al cliente affinché, apprese le sue esigenze, possa fare le scelte migliori, anche sotto nostro consiglio.

La cura del cliente per noi è fondamentale anche nel post vendita.

Svolgiamo il nostro mestiere di ottici con soddisfazione: nel nostro quartiere siamo diventati un riferimento per molte persone.

4. Sul tuo sito web, tra i vari servizi, è indicata anche la “contattologia”.

La domanda che molti utilizzatori di occhiali si pongono è la seguente:

chiunque può usare le lenti a contatto o esistono delle condizioni in cui non è possibile portarle?

È un discorso molto lungo. L’avvento delle lenti a contatto disposable , nuovi materiali e nuove geometrie, hanno aumentato la platea dei potenziali portatori di lenti a contatto. Il rovescio della medaglia è stata la banalizzazione del prodotto.

Percepito come un prodotto da banco, è nata la tendenza del fai date che porta spesso all’abbandono dell’uso delle lenti a contatto.

Per quanto ci riguarda, cerchiamo di educare i portatori curando molto la prima applicazione e utilizzando un protocollo che dura circa 2 mesi finalizzato ad individuare le lenti con le

caratteristiche migliori per ogni singola persona.

Inoltre cerchiamo di far capire quanto sia importante essere assistiti e controllati da uno specialista quando si tratta di lenti a contatto.

Questo approccio meticoloso rende meno probabile il drop out.

5. Quali sono i criteri che valuti quando decidi di trattare un brand piuttosto che un altro?

Quando acquistiamo una linea di occhiali pensiamo al cliente: scelta dei materiali e calzate confortevoli.

Ci riteniamo un negozio di quartiere e, per questo motivo, serviamo persone con disponibilità economiche molto diverse tra loro.

Ecco perché abbiamo scelto di optare per una gamma di prodotto che vadano dall’economico al ussuoso; la caratteristica comune è che garantiamo sempre un'assistenza post vendita.

  

6. Sempre sul sito web c'è un approfondimento sugli occhiali multifocali. Molte persone sostengono che il multifocale sia un occhiale “fastidioso” da indossare. Pensi che portarlo con facilità dipenda da una predisposizione soggettiva o è

solo questione di abitudine?

Sicuramente dipende da una disposizione soggettiva e di certo c’è un periodo di adattamento che serve ad automatizzare determinati comportamenti. Però nel campo delle lenti multifocali i progressi sono stati così importanti che, ad oggi, esistono soluzioni per ogni esigenza.

7. Nella tua bio su Facebook riporti la dicitura “Ottici da quattro generazioni - Optometristi dal 1980”. Dopo tanti anni di attività qual è la lezione più importante che hai appreso dal mondo dell'ottica?

Il mestiere dell’ottico è un mestiere complesso. Richiede un’adeguata preparazione teorica oltre all’esperienza pratica.

L’empatia verso le persone che si rivolgono a noi è la base del nostro lavoro; è questo che ci garantisce la possibilità di andare avanti, qualunque siano le problematiche del mercato.

8. Che messaggio vorresti mandare alle persone che ci stanno leggendo?

Citando in parte una nota pubblicità PRENDETEVI TUTTO MA LASCIATEMI LA MIA AFFIDABILITÀ, ONESTÀ E DISPONIBILITÀ.

Credit to Roberto Matteucci (Ottica 2M - Roma)



Ti potrebbero interessare